La storia del cocktail kamikaze
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by Laura
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La primavera risveglia la natura e il desiderio di stare all'aria aperta, la movida notturna si scatena ed è tempo di cocktail!
La movida romana segnala un nuovo trend: la richiesta di cocktail kamikaze. Ma scopriamo qualcosa in più di questa bevanda che imparerete ad amare nelle serate estive o a preparare in uno dei tanti corsi barman.
L'origine del cocktail kamikaze è praticamente sconosciuta, anche se ci sono alcune piccole storie riguardo la sua origine. Kamikaze è una parola giapponese, di solito tradotta come vento divino, che divvene il termine per indicare un leggendario tifone che si dice abbia salvato il Giappone da una flotta di invasione Mongola inviata da Kublai Khan nel 1281. Ormai, come tutti sanno, questo termine è entrato nell'uso comune ad indicare gli attacchi suicidi.
Tra le tante storie sulla nascita di questo cocktail ce n'è una che attribuisce l'origine della bevanda in Giappone durante l'occupazione degli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale , in particolare in un bar nella base navale americana a Yokosuka, città costiera nei pressi di Tokyo, i soldati americani che amavano consumare questo cocktail, chiamarono questa bevanda con il nome dato a quei piloti leggendari suicidi giapponesi.
Una seconda leggenda racconta che il cocktail kamikaze è stato creato nel 1974 presso la Sala Eliot, nel centro di Boston, da un tale barman di nome Liam. Liam, amante della vodka con succo di lime, un giorno ebbe l'idea di aggiungere un pò di triple sec nella sua bevanda preferita, piaciuto così tanto il risultato della combinazione che ha chiamato il cocktail Liam.
La Sala Eliot era un locale molto popolare, sempre vivace e molto popolare, ogni anno durante la famosa maratona di Boston, questo locale era invaso da corridori, spettatori, giornalisti e ogni genere di persone influenti. Si narra che un amministratore della società Smirnoff sia stato un avventore della Sala Eliot. Qualche tempo dopo la bevanda comparse in un ricettario della Vodka Smirnof (non con il nome di Liam) battezzata come cocktail kamikaze!
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Vivere il trasloco come un cambiamento positivo
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by Laura
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Tutti sanno che il trasloco è un evento molto stressante: smontare un'intera casa, magari piena di ricordi e trasportare tutto verso una nuova destinazione, si rivela spesso un incubo. Ci sono però diversi modi per vivere il momento del trasloco come qualcosa di positivo, come un passaggio della vita verso un cambiamento che ci riserverà nuovi incontri e ci permetterà di costruire un nuovo bagaglio di esperienze.
Si cambia casa per mille motivi (e non tutti felici come l'acuisto di un nuovo "nido"): lavoro, uno spazio più ampio, una separazione o un nuovo amore. Il segreto per vivere serenamente questo evento è uno per tutti i casi: essere ben organizzati.
Se vi state chiedendo: Come organizzare il trasloco? Come scegliere la ditta di traslochi? Come non essere travolti dallo stress e dagli scatoloni? Vi aiutiamo con qualche consiglio pratico.
Contattate con largo anticipo l'impresa di traslochi alla quale vi volete affidare (anche in caso di trasloco fai da te, cercate per tempo chi può mettervi a disposizione un furgone), se vivete in una metropoli è indispensabile rivolgersi ad una ditta puntuale e precisa, la scelta sarà abbastanza ardua perché cercando su Google, se digitate ad esempio traslochi Roma o traslochi Milano verrete subissati di risultati.
Affidatevi solo a ditte che siano disponibili ad un sopralluogo con preventivo gratuito e che abbiano esperienza nei trasporti, diffidate dei traslocatori della domenica che potrebbero causare dei danni al vostro mobilio o ai vostri oggetti più delicati.
Se siete oberati di lavoro e non avete la possibilità di curare le fasi di imballaggio e smontaggio mobili, cercate una ditta che offre una formula di trasloco tutto incluso.
Se invece volete occuparvi personalmente di inscatolare i vostri oggetti, ricordatevi di scrivere su ogni scatola la tipologia di cose che avete inserito (es. libri, lampade, etc.), da quale luogo sono stati prelevati (es. cucina, studio, etc.) e se si tratta o meno di oggetti fragili (dato importantissimo per chi si occuperò di caricare e scaricare il furgone per il trasporto.
Se sarete precisi in tutte le fasi del trasloco, vi dovrete solo godere la vostra nuova casa e vi potrete dedicare a conoscere i nuovi vicini o ad esplorare il nuovo quartiere, magari a caccia del nuovo edicolante o del nuovo forno “di fiducia”.
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I benefici del Functional Training
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by Laura
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L'allenamento funzionale è un’attività fisica che può essere facilmente adattabile a qualsiasi tipo di sportivo, sia esso uomo o donna, alle prime armi o atleta già avviato, giovane e più avanti con l’età e che lo scopo primario di questa disciplina è quello di affrontare con la massima preparazione possibile le piccole sfide quotidiane. Questo tipo di attività si addatta infatti benissimo alla pratica domestica di esercizi allenamento funzionale.
Ma vediamo ora più nel dettaglio quali sono gli effettivi benefici che un adeguato allenamento può apportare al nostro fisico:
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Sviluppo della capacità propriocettiva. È la regola base di qualsiasi tipologia di ginnastica funzionale – nonché di tutti i processi riabilitativi – poiché parte dal presupposto che per muoversi occorre avere un’approfondita conoscenza del proprio corpo in rapporto allo spazio che ci circonda (in altre parole, si tratta della capacità di “sentire” il muscolo che si contrae);
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Miglioramento dell’equilibrio. Molti degli esercizi effettuati con palloni medici, Sand Bag e quant’altro vengono realizzati per migliorare il bilanciamento del proprio corpo anche in situazioni di instabilità e consentono pertanto di acquisire una maggior consapevolezza di sé (il che significa: postura più corretta, equilibrio e, di conseguenza, minor rischio di vertigini o di cadute accidentali);
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Sviluppo dell’agilità e della coordinazione motoria. Ogni esercizio si basa sulla combinazione di più movimenti legati tra loro e ciò apporta un notevole miglioramento della coordinazione. Non solo, ma lo spostarsi continuamente da un punto ad un altro, compiendo di volta in volta un gesto dinamico differente rende il soggetto operante estremamente agile e scattante;
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Sviluppo della capacità pliometrica. La pliometria è la parte del Functional Training in cui si lavora sulla forza unitamente alla velocità, per compiere un gesto atletico più potente nel minor tempo possibile. Tale allenamento viene applicato tanto agli arti superiori quanto a quelli inferiori, passando da esercizi di salto a quelli con kettlebells di peso variabile;
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Miglioramento dell’elasticità nelle articolazioni. L’esercizio sui tre piani dello spazio (frontale, sagittale e orizzontale) fa sì che tutti i legamenti dei distretti corporei, poiché continuamente sollecitati, siano estremamente flessibili e, pertanto, meno soggetti al rischio di distorsioni o di fastidiosi tendiniti;
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Aumento del tono e della potenza muscolare. L’allenamento funzionale, differentemente dall’esercizio che si fa con una macchina isotonica, non va a lavorare sul singolo muscolo, generando così un’ipertrofia dello stesso a scapito della visione d’insieme, ma viceversa è basato su una serie di movimenti più articolati così da far lavorare nello stesso tempo più fasce muscolari (ad esempio con l'uso di kettlebell). Il risultato finale sarà una struttura complessivamente più rinforzata e visibilmente più tonica, con particolare riguardo ai lombari e agli addominali, in virtù del loro importante ruolo di sostenitori del tronco;
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Consumo di grassi. A sentire gli atleti professionisti del Functional Training, i risultati ottenuti da un punto di vista prettamente estetico sono una conseguenza e non il fine ultimo e, perciò, non dovrebbero essere considerati; eppure noi un’idea di massima la vogliamo dare lo stesso: a seconda dell’intensità dell’allenamento, si può bruciare fino a 500-600 calorie all’ora, eliminando tossine e rendendo il fisico più snello e asciutto;
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Miglioramento del sistema cardiovascolare e respiratorio. Anche qualora venga praticato a un livello base, l’allenamento funzionale apporta un notevole aumento della capacità polmonare e una maggior resistenza cardiaca.
Se poi si considerassero tutti i casi di riabilitazione in cui la ginnastica funzionale viene applicata per ripristinare le più semplici funzioni motorie, l’elenco si farebbe ancora più ricco ed esaustivo.
Un’ultima annotazione. Finora non è stato preso sufficientemente in considerazione un dato per nulla scontato: il Functional Training, specie se praticato in gruppo, non fa solo bene, ma è anche un momento di svago e di socializzazione, oltre che un’ottima valvola di sfogo per scrollarsi di dosso lo stress della vita quotidiana.
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Burraco gratis online nel portale Burraco Party
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by admin
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Esistono ormai centinaia di siti che offrono la possibilità di giocare a Burraco online ma spesso la realizzazione tecnica lascia molto a desiderare.
Grafica datata, community inesistente, pochi giocatori connessi contemporaneamente e in generale poco coinvolgimento. Finalmente tutto questo è cambiato grazie al lavoro di un team tutto italiano che ha sviluppato una piattaforma di gioco innovativa, con grafica accattivante ed estremamente coinvolgente.
Parliamo di BurracoParty un sito di giochi di carte online che sicuramente porta una ventata di novità nel settore.
Le ambientazioni disponibili sono molte, tutte accattivanti e fresche, che donano una piacevole sensazione di relax duranti le partite di Burraco online. Interessanti sono anche le sezioni di approfondimento sul sito, ben fatte e molto dettagliate, ideali anche per chi è alle prime armi ed è desideroso di imparare a giocare. Oltre alle regole del Burraco, ci sono approfondimenti riguardanti anche le strategie di gioco per migliorare il proprio livello di gioco. Il sito, insomma, merita di essere visitato; se siete appassionati di Burraco online o state cercando un sito divertente dove giocare a Burraco ne rimarrete sicuramente soddisfatti.
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Poesia in tempi di crisi
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by admin
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È vero, sono tempi bui, la crisi che stiamo attraversando ha sconquassato i fragili equilibri economici, politici e culturali sui quali ci eravamo adagiati.
Forse è proprio di questi tempi che nascono le migliori opere dell’ingegno; è in tempi di crisi che l’individuo e la società trovano quelle voci che possono rispondere alle domande più preoccupanti. O semplicemente possono paliare gli effetti del dolore, dandoci una visione più profonda della realtà, creativa, distinta.
Non è, insomma, l’epoca giusta per smettere di leggere e scoprire nuovi talenti: in Spagna, e a Madrid per l’esattezza, uno scrittore italiano ha appena pubblicato la sua prima raccolta di poesie. E la cosa promette bene.
Stiamo parlando di Valerio Cruciani (Roma, 1977), e nel volumetto la scheggia nel dito raccoglie e traduce una personale selezione dei suoi migliori lavori poetici scritti tra il 2003 e il 2011, riuniti sotto il “tetto” del tema del viaggio e della migrazione.
In uno dei primi testi, questi versi ci parlano del momento dell’addio, di quando si decide di lasciare la propria patria: “perdere di vista tutto, tranne il timone / del proprio racconto. ed aspettare un nuovo attracco…”
Oppure questi versi, dove un solo momento di pace può richiudere molte ferite: “è bastato un solo giorno di primavera / in mezzo al freddo inverno / per far sbocciare il mio geranio”.
Il libro (in versione bilingue) è disponibile in formato cartaceo (78 pagine, tascabile) e digitale (per Kindle) presso la libreria online Amazon.
Per maggiori informazioni sull’autore: www.valeriocruciani.com (sito in spagnolo)
la esquirla en el dedo
di Valerio Cruciani
Brossura, 78 pagine
Ed. Lulu
ISBN: 9781470951696
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