Le maschere della tradizione carnevalesca italiana

by giorgia minozzi Email Condividi su Facebook:

In Italia la tradizione del carnevale è forte, radicata e antichissima. Il carnevale veneziano è tra i più spettacolari e rinomati al mondo, ma oltre al carnevale della laguna c'è quello di Viareggio, per non citare le migliaia di manifestazioni e parate di carri organizzati da secoli in tutta la penisola.

Tra le tradizioni carnevalesche più belle e conosciute c'è quella delle maschere carnevalesche italiane, che derivano dalla commedia plautina oppure dalla Commedia dell'Arte nata nel 1500, a sua volta legata alla commedia latina. Nella Commedia dell'arte gli attori recitavano sulla base di un canovaccio, cioè di una trama scarna ed essenziale che lasciava gli attori liberi di improvvisare le battute.

Nella maggior parte dei casi, i personaggi erano fissi, con un carattere ben definito e segni fisici riconoscibili.

Con il passare dei secoli e la graduale scomparsa della commedia dell'arte, questi personaggi si sono via via trasformati in maschere di carnevale che non hanno più nulla a che fare con il teatro (l'unica eccezione è rappresentata dal teatro dei burattini). I costumi del carnevale che tutti conosciamo derivano appunto dai personaggi della commedia dell'arte. I più celebri sono Pulcinella, Arlecchino, Pantalone, Balanzone, Brighella, Colombina, Pierrot e Rugantino. Ma oltre a questi ce ne sono decine, noti a livello regionale o ormai dimenticati anche nella loro zona, che hanno fatto in passato la storia delle maschere italiane.

Le maschere italiane: i personaggi più famosi

Ancora oggi è possibile incontrare per strada durante i festeggiamenti i personaggi più famosi del Carnevale italiano: alcuni bambini indossano ancora questi costumi, preferendoli magari a quelli di un supereroe o del personaggio di un cartone animato. Alcune delle maschere più famose sono:

 

  • Arlecchino: la maschera di Arlecchino è formata da pezze colorate cucite tra di loro. In testa, Arlecchino porta un cappellino e sul volto una maschera. Ha sempre con sé un bastone di legno con cui picchiare gli antagonisti durante le liti. La storia di Arlecchino è la seguente: è un personaggio povero, che riceve dai suoi amici (o, in alcune versioni della storia, dal suo padrone) delle pezze di scarto con cui cucire il suo costume di Carnevale. Le sue doti sono la furbizia ed il coraggio, il suo difetto è la pigrizia;
  • Pulcinella: forse il personaggio più noto della commedia dell'arte italiana (grazie a quadri europei che ne ritraggono le danze e le esibizioni), Pulcinella è anche la maschera più antica, conosciuta già ai tempi della Roma antica. Personifica i vizi e le virtù del popolo napoletano e può adattarsi a ruoli di diverso ceto sociale (padrone, servo o borghese). È lento e goffo ma intelligente e mordace;
  • Colombina: la servetta Colombina parla in dialetto veneziano ed è vestita con un abito a fiori e una cuffietta in testa. Ha un carattere allegro e civettuolo, è furba e ironica, sa difendersi con le unghie e con i denti se qualcuno la calpesta;
  • Balanzone: quella del dottor Balanzone è una maschera bolognese, che ritrae un uomo di età avanzata, dotto ma brontolone, saccente e petulante. Il suo costume ha un mantello e una casacca nera. In testa ha un ampio cappello nero e sottobraccio tiene un libro;
  • Meo Patacca: assieme a Rugantino, è la maschera trasteverina per eccellenza. Ha una carattere spavaldo, a tratti arrogante e rissoso, ma è dotato come Rugantino di generosità d'animo e coraggio. Il suo costume prevede pantaloni al ginocchio, una sciarpa legata in vita, una casacca sblusata ed una cuffia in testa da cui fuoriesce un ciuffo.

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Come aprire un compro oro

by davide prandini Email Condividi su Facebook:

Le attività di compro oro crescono di giorno in giorno su tutto il territorio italiano ma in particolare nelle metropoli come Milano e Roma (nella capitale segnaliamo Oro24 storico compro oro romano). Negli ultimi anni, infatti, grazie anche alla crescente crisi economica, sempre più famiglie hanno deciso di rivolgersi ai compro oro per dare via i loro oggetti di valore e racimolare qualche risparmio. Bisogna considerare, poi, che avviare un un compro oro da zero è un'attività relativamente semplice ed inoltre l'oro a differenza del denaro non subisce i pesanti effetti dell'inflazione e quindi è un investimento durevole.

Le attività di compravendita dell'oro rappresentano senza dubbio un ottimo impiego soprattutto per tutti quei giovani in cerca di un'occupazione stabile. Vediamo di seguito quali sono gli step principali per avviare un'attività del genere.

Innanzitutto bisognerà richiedere l'autorizzazione alla questura di riferimento. Nello specifico verranno richiesti i carichi pendenti e il casellario giudiziale. Insomma, per ottenere l'autorizzazione, bisogna sicuramente possedere una fedina penale immacolata. A questo punto sarà possibile aprire la partita iva e comunicare l'inizio attività.

Per quanto riguarda il locale questo dovrà essere dotato di porta blindata, videosorveglianza con antifurto e naturalmente una cassaforte. La superficie del locale, inoltre, non potrà essere inferiore ai venti mq e dovrà essere presente una vetrina per l'esposizione. Per quanto riguarda l'ubicazione del negozio questo dovrà essere il più possibile centrale ma al tempo stesso è preferibile che vi sia il parcheggio. Le operazioni di vendita infatti possono durare alcuni minuti ed è preferibile che il cliente possa avere tutto il tempo per effettuare la vendita.

Quando l'attività sarà avviata ovviamente per ogni transazione effettuata bisognerò registrare tutti i documenti dei clienti; in questo modo si eviterà il rischio di incorrere in ricettatori.

 

 

 

 


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I giochi di azione e i bambini

by admin Email Condividi su Facebook:

Molti bambini presentano oggi sindrome di iper attività e nervosismo dovuti all'eccessivo utilizzo di giochi elettronici.  La frenesia a cui questi passatempi obbligano i piccoli spesso si traduce in comportamenti anomali e stress da abuso di videogiochi.

La maggior parte dei giochi presenti per bambini nei portali online o nei telefonini e tablet non sono categorzzati in base all'età, esponendo spesso i piccoli a giochi troppo frenetici.

Questo non consente ai genitori di impostare un blocco per assicurarsi di far giocare i propri figli esclusivamente con passatempi costruiti appositamente per una crescita sana e senza rischi.

In un mondo in cui tutti noi siamo costantemente esposti al bombardamento dei messaggi pubblicitari è fondamentale riuscire a controllare l'accesso ai terminali di gioco dei propri figli.

Anche giochi non apparentemente violenti ma in cui il bambino è sottoposto a pressing di performance per riuscire a conquistare più punti possibili soprattutto se per fare questo è richiesta un'operazione ripetitiva manuale e ipnotizzante che viene eseguita migliaia di volte in una giornata rischiando di alterare in modo importante la percezione del bambino della realtà.

Numerose sono le associazioni di genitori che richiedono costantemente alle autorità italiane una maggiore sorveglianza del mondo dei videogame delle applicazioni per cellulari e tablet che ad oggi rappresentano le periferiche più amate dai piccoli per divertirsi, vista anche la semplicità di apertura e lancio di un applicazione, e vista la comodità di utilizzo del touch screen.

Alcuni giochi, come fruit ninja apparentemente simpatici e divertenti, possono alla lunga disturbare il sonno e le attività cerebrali dei più piccoli anche se il gioco può apparire semplice, colorato divertente e giocoso.

Il fatto di dover reagire alla tenera età di 5 anni ad alcuni stimoli nevrotici e di dover reagire con movimenti repentini della propria mano sul touchscreen, a lungo andare può determinare un'alterazione del sistema nervoso e una iperreatività dei riflessi di base che si può trasformare facilmente in reazione aggressiva in caso di stimolo eccessivo visivo anche durante la vita quotidiana ed in particolare nel rapporto con gli altri bambini a scuola.


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Comprendere il mondo del lavoro attuale

by giorgia minozzi Email Condividi su Facebook:

Il mondo del lavoro è cambiato, e ancora più corretto è dire che il mondo del lavoro sta cambiando, perché si tratta di un processo che non si è ancora concluso e che impone una lettura costante ed attenta. Ma per leggere i cambiamenti bisogna avere gli occhiali giusti, cioè possedere gli strumenti per interpretare correttamente la realtà anche quando questa muta incessantemente giorno per giorno.

L'esigenza di capire cosa sta succedendo nel mondo del lavoro riguarda soprattutto chi al mondo del lavoro si è appena affacciato: i più giovani. È su di loro, infatti, che grava il peso di questo immenso cambiamento, sono loro a doversi inserire in un contesto mutato ed al quale nessuno è in grado di prepararli; sempre loro, infine, a dover inventare nuove figure professionali per trovare la propria strada.

Se è vero che i giovani hanno bisogno di conoscere ed approfondire i mutamenti in corso, occorre capire come fare. Un primo strumento è l'orientamento, che permette di capire cosa fare del proprio futuro lavorativo interpretando la realtà: scegliere cosa fare "da grandi" senza conoscere la reali opportunità sulla piazza è infatti inutile, mentre è molto più produttivo selezionare obiettivi realistici.

Per usufruire di servizi di orientamento ci si può recare presso gli sportelli degli Uffici del lavoro, cioè i vecchi uffici di collocamento, che sono di solito molto aggiornati e consapevoli delle reali opportunità esistenti. In alternativa, ci sono le agenzie del lavoro, che sono in collegamento con le aziende che cercano lavoratori interinali o a tempo determinato. Anche se non si è interessati a quanto l'agenzia può offrire sul momento, si possono intrecciare relazioni interessanti con l'agenzia, che terrà il curriculum del candidato nel proprio database pescandolo al momento più opportuno.

Ad un agenzia del lavoro si può richiedere un colloquio gratuito, durante il quale sarà l'agenzia stessa a suggerire i percorsi professionali più in linea con il candidato, o ad evidenziare le sue lacune.

Anche le business school che erogano master di specializzazione hanno al loro interno degli Uffici Placement che, oltre a curare stage e tirocini degli ex allievi, offrono consulenze e servizi di orientamento. Durante il master, inoltre, le lezioni a stretto contatto con docenti provenienti dal mondo delle imprese danno agli allievi la possibilità di toccare con mano il mondo del lavoro e di comprendere come funziona e cosa richiede ai neolaureati.

Prendiamo un master qualsiasi (un master finanza, un master in HR, un master legale...): molto probabilmente al suo interno insegneranno dei manager che sapranno indirizzare gli allievi verso le funzioni aziendali con maggiori opportunità di carriera e di impiego, o addirittura che sceglieranno i migliori allievi da portare con sé in azienda per stage e tirocini. Infine, cercare su internet sui portali specializzati, leggere tutorial e guide pubblicate su questi siti e informarsi in maniera autonoma confrontandosi con gli altri utenti della rete può aiutare ad affilare le armi e a interpretare la realtà in modo costruttivo, affrontando così un momento cruciale e delicato come quello della ricerca del lavoro.


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Spostare il proprio negozio online conviene?

by giorgia minozzi Email Condividi su Facebook:

Il commercio elettronico (e-commerce) è una delle novità più importanti degli ultimi anni. Grazie ai siti e-commerce, molte imprese riescono a vendere on-line i propri prodotti risparmiando sui costi di magazzino e di gestione del negozio fisico. Un negozio virtuale, infatti, abbatte le spese legate alla manutenzione dei locali, alle bollette, al personale di vendita e alla gestione delle giacenze in magazzino.

Gli e-commerce più evoluti, infatti, hanno un sistema di drop shipping – detto anche di triangolazione delle vendite – grazie al quale possono richiedere al fornitore le merci da inviare al cliente finale solo quando arriva l'ordine, senza perciò rischiare di acquistare merce che rimarrà invenduta in magazzino.

Tutti i fattori appena elencati contribuiscono a tenere i prezzi di un e-commerce più bassi di quelli tradizionali e, quindi, ad aumentare le vendite. Ma se il commercio elettronico appare un po' come il paese della cuccagna, bisogna fare attenzione e valutare anche i rischi imprenditoriali di un'attività di questo genere.

I prodotti offerti devono essere realmente appetibili: è inutile, infatti, vendere qualcosa che non ha mercato. Ma anche una volta individuata la propria nicchia, vi è bisogno di conoscere le dinamiche del commercio on-line. In particolare serve sapere come si comporta un utente sul web, come si muove prima dell'acquisto, di quali siti si fida e perché.

Le caratteristiche di un sito e-commerce di successo sono:

 

  • una struttura di navigazione intuitiva: prodotti organizzati in categorie in modo comprensibile, menù facilmente raggiungibili, carrello per gli acquisti ben in vista;
  • schede prodotto dettagliate, con descrizioni accurate dei prodotti, caratteristiche tecniche, istruzioni di utilizzo, dimensioni, peso, prezzo e tutto ciò che può servire all'utente per convincersi ad acquistare quel prodotto e non un altro;
  • informazioni sull'azienda e non solo sui prodotti, perché i clienti hanno bisogno di sapere che dall'altra parte dello schermo ci sono persone vere, che prendono il proprio lavoro sul serio e con le quali potranno parlare in caso di problemi;
  • buone referenze in rete, con commenti e giudizi già espressi da parte di altri clienti. Molte aziende temono i giudizi sul web, senza rendersi conto che sono proprio i giudizi a spingere in molti casi l'utente all'acquisto finale. Constatare che altre persone hanno già acquistato significa veder crescere la fiducia verso il brand e aumentare le vendite! Persino un commento negativo, se ben gestito, può avere effetti positivi!

 

Molti dei siti e-commerce in circolazione sono realizzati con Magento, una piattaforma per il commercio elettronico a pagamento che consente un certo livello di personalizzazione. I risultati migliori, tuttavia, si ottengono con una piattaforma realizzata ad hoc da un'agenzia web affidabile. Per scegliere l'agenzia che si occupa di creazione siti web ricordare sempre di:

 

  • farsi mostrare dei progetti già realizzati
  • verificare che la piattaforma consenta di personalizzare il catalogo e implementare i testi anche in maniera autonoma
  • chiedere che il sito e-commerce sia SEO friendly, cioè ottimizzato per motori di ricerca e passibile di campagne di web marketing;
  • se la web agency ha una divisione web marketing, chiedere anche un preventivo per il posizionamento del sito web. Una volta fatto sviluppare il sito e-commerce, infatti, bisogna renderlo visibile per aumentare le visite, cosa che solo un consulente SEO o un'agenzia di web marketing possono fare.

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