Migliori master: quali sono?

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I master sono ancora utili per trovare lavoro: lo ha ribadito una ricerca pubblicata dalla Guida ai Master di Repubblica svolta in collaborazione con le cinque università Ca'Foscari di Venezia, Siena , Bologna, Salento e Politecnico di Torino. Dei 1900 ragazzi intervistati, l'82% risulta occupato ad un anno dalla fine del master, con uno stipendio netto mensile medio più alto di circa 300 euro rispetto a quello dei ragazzi in possesso di Laurea specialistica.

Se è vero che il master rende più facile e proficua la ricerca del lavoro, bisogna puntare solo su master d'eccellenza, sia per non sprecare tempo che per capitalizzare l'investimento (anche economico) fatto. E poiché tale investimento raggiunge spesso parecchie migliaia di euro, prima di fare un master conviene pensarci bene.

In base alla nostra esperienza e dopo aver valutato con attenzione tutto ciò che è recensito sul web, abbiamo individuato alcune aree formative che danno consistenti opportunità di impiego e che provvedono ad una formazione completa ed esaustiva.

 

L'area della finanza e della gestione d'impresa

I master in area finanziaria sono ancora molto utili e non sembrano soffrire crisi, anche perché occorrono figure preparate e professionali che sappiano rivitalizzare il management delle imprese. Discipline come il risk management o il controllo di gestione sono oggi indispensabili affinché le aziende non perdano competitività e capacità di restare sul mercato, soprattutto quando questo mercato è ormai globale e internazionalizzato.

Tra i master più conosciuti in questo settore ricordiamo:

  • MBA LUISS: un vero must per accedere a posizioni chiavi del top management, nonché un ottimo biglietto da visita per presentarsi alle aziende. Riservato a chi ha già esperienza lavorativa. Forte vocazione internazionale;
  • Master della Business School MELIUSFORM in Finanza: Amministrazione, Finanza e Controllo (24° edizione, Roma e Milano), Controllo di Gestione (14° Edizione, Roma e Milano), Finanza aziendale (18° edizione, Roma e Milano);
  • IMEF (International Master in Economics and Finance) all'Università di Ca'Foscari (Venezia), interamente in lingua inglese e giunto alla diciassettesima edizione.

 

L'area della comunicazione e del marketing

Area che offre diverse opportunità ai laureati in scienze della comunicazione, discipline umanistiche, economia o in generale ai laureati con una forte vocazione alla comunicazione e/o alla vendita.

  • Mimec (Master in marketing e Comunicazione) alla Bocconi: altro polo univeristario italiano d'eccellenza, la Bocconi offre un ottimo master in M&C dedicato a studenti fortemente motivati e pronti ad entrare con successo nelle professioni del marketing, compreso quello sul web;
  • Maref (Master in Real Estate Finance): master Luiss che permette di specializzarsi nel settore immobiliare di lusso, una nicchia di mercato piùche significativa, considerando che in Italia c'è la più alta concentrazione al mondo di residenze di lusso.

 

Risorse Umane, Direzione del Personale e Formazione

Nessuna azienda può dirsi realmente evoluta se non ha al suo interno un ufficio per la gestione efficiente delle risorse umane. Le risorse umane sono la vera ricchezza delle aziende, ed occorre saperle gestire ed amministrare nel migliore dei modi. Per lavorare come HR Specialist, bisogna scegliere un master di elevata qualità, anche perché la concorrenza nel settore è particolarmente elevata. Consigliamo i master:

  • Master Gestione delle Risorse Umane dell'Università di Bologna: università rinomata, eroga un master di alta qualità nel settore delle risorse umane della durata di un anno per un massimo di 40 partecipanti;
  • Master Direzione del personale MELIUSFORM: un master di qualità, giunto alla sua diciannovesima edizione. Si svolge nei week end per venire incontro alle esigenze dei lavoratori. Contenuti di qualità e ottimo rapporto qualità/prezzo. Corsi a Roma e Milano.

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Lo IAL e la formazione continua

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La formazione continua è una forma di tutela dei lavoratori, perché si propone come obiettivo quella di garantire la piena occupabilità lungo tutto l'arco di vita lavorativa. Mentre in passato il concetto di tutela passava attraverso quello di "protezione" (garantire i lavoratori contro i licenziamenti), oggi la tendenza è quella di dare ai lavoratori gli strumenti per rimanere sempre competitivi sul mercato del lavoro, restando al passo con cambiamenti tecnologici sempre più rapidi o semplicemente ampliando i propri orizzonti culturali.

Oltre ad andare a vantaggio dei lavoratori, la formazione continua va anche a vantaggio delle imprese, perché favorisce e mette in moto processi d'innovazione. Come ha illustrato con chiarezza lo IAL Nazionale, uno degli organismi più presenti ed attivi nel campo della formazione continua, "il sistema di formazione continua rivolto alle persone occupate è teso all'aggiornamento e alla crescita delle conoscenze e competenze professionali, strettamente connessi all'innovazione organizzativa e tecnologica del sistema produttivo e ai cambiamenti del mercato del lavoro."


Normativa sulla formazione continua

La formazione continua in Italia può essere finanziata dal Fondo per lo Sviluppo Europeo (FSE), oppure dal sistema nazionale regolato dalla legge 263/93. Secondo la legge del 1993, la formazione continua può essere finanziata dal Ministero del Lavoro, da Regioni o da Province.

Nel 1999 hanno fatto la loro comparsa i voucher formativi, che corrispondono a piani di finanziamento destinati alla formazione, professionale o no, dei lavoratori.

Nel 2000 è nata la possibilità di creare dei Fondi interprofessionali, fondi basati su accordi interconfederali stipulati tra Sindacati e Datori di lavoro per favorire, finanziare e incrementare i piani di formazione continua.

 

Il desiderio di formazione

Sono sempre di più i lavoratori che decidono di continuare a studiare e a specializzarsi anche dopo aver trovato lavoro. Lo si deve sia all'esigenza di rimanere competitivi sul mercato del lavoro, sia alla volontà individuale di istruirsi, con la speranza - perché no - di fare carriera o di trovare un lavoro migliore.

 


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Kinder Happy: un'oasi in cui i bimbi crescono felici

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Molti genitori vivono con ansia e preoccupazione il momento in cui il proprio bimbo dovrà andare all'asilo. Dopo i primi mesi di contatto continuo tra mamma, papà e bebè, separarsi può rappresentare un trauma sia per i genitori che per i figli. Ciò nonostante, l'ingresso del bimbo in un nido o in un asilo rappresenta anche un momento di crescita, un'esperienza che formerà il carattere e la personalità del bimbo, e che lo aiuterà a crescere in fretta sviluppando la sua intelligenza. Gli asili nido e le scuole materne devono però rispettare alcuni rigidi vincoli di qualità, in modo da offrire ai piccoli un ambiente sano e sicuro in cui crescere:

  • struttura che rispetti determinati standard di sicurezza come impianti elettrici e di areazione a norma, uscite di sicurezza, prese a muro coperte, assenza di oggetti o di spazi pericolosi (scale, cancelli, grate...);
  • condizioni igienico-sanitarie in osservazione della normativa vigente e che consentano ai bambini di giocare o fare altre attività in ambienti sani, puliti, areati, senza rischi di contagi, infezioni o problemi derivanti da scarsa pulizia;
  • personale qualificato e in grado di mettere in pratica le pratiche pedagogiche ed educative più moderne ed efficaci.

 

Queste condizioni, seppur indispensabili, devono però coesistere con:

  • ambiente accogliente, sereno, giocoso;
  • colori, musica e tutti gli stimoli che possano ispirare il bimbo e aiutarlo a sviluppare l'intelligenza;
  • la sensazione per il bimbo di essere in un luogo familiare, ospitale, una seconda famiglia in cui però non ci sono soltanto lui, la mamma e il papà, ma anche altri bimbi, grazie ai quali imparerà il rispetto e la convivenza.

Kinder Happy: professionalità, divertimento e coccole!

Nel quartiere romano dell'Infernetto c'è Kinder Happy, l'asilo nido che ha scelto di fornire un servizio di qualità a tutti i genitori di questa zona di Roma. Kinder Happy è sia asilo nido che scuola materna e si avvale solo di personale qualificato: grazie ai nostri educatori, i vostri bimbi si divertiranno imparando ogni giorno tante cose nuove, perché è solo con la felicità, l'affetto e la professionalità degli educatori che i bambini possono crescere nel migliore dei modi.

I locali di Kinder Happy sono stati progettati per offrire ai bimbi lo spazio necessario a sperimentare, scoprire e giocare. Tutte le strutture (sia all'interno che all'esterno, nei giardini), i giochi e le attività proposte sottostanno ai più rigidi criteri di sicurezza, per far sì che i bimbi crescano in un ambiente privo di rischi.  All'interno dell'asilo c'è una cucina, nella quale la cuoca prepara gustosi manicaretti in linea con i principi di una nutrizione sana ed equilibrata.

Kinder Happy è l'asilo nido e la scuola materna Infernetto a cui mamme e papà potranno affidare in tutta sicurezza i propri bambini.


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Perché frequentare un corso e-learning

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Un tempo la formazione era un'attività che veniva associata in maniera istintiva all'età scolrae, agli anni universitari o, al massimo, ai primi mesi dopo la fine degli studi (e la formazione era vista, in questo caso, come anticamera al mondo del lavoro). Oggi il concetto di formazione ha assunto un significato più largo, perché il mondo del lavoro - che nel frattempo ha subito e continua a subire evoluzioni profonde - richiede sempre più spesso un impegno durevole e un costante aggiornamento. Fino a dieci-quindici anni fa, una volta trovato il lavoro si poteva al massimo frequentare un corso d'inglese "regalato" dall'azienda, oppure partecipare a lezioni per i dipendenti, ma non veniva fatta alcuna pressione psicologica sui dipendenti perché aumentassero il proprio bagaglio culturale. E perché avrebbe dovuto essere altrimenti? Nella mentalità del "posto fisso" non c'era spazio per l'evoluzione personale o professionale, dunque la formazione era una scelta solo dei più ambiziosi o volenterosi. Oggi, nel bene o nel male, il mondo del lavoro è mutato: non ci sono più garanzie, e conviene mantenersi sempre aggiornati e competitivi, sia perché si potrebbe essere costretti a cambiare lavoro, sia perché - ed anche questa è una possibilità - si potrebbe decidere ad un certo punto di cambiare azienda, area o addirittura mestiere.

Se la formazione è diventata un "must" per ogni lavoratore (dipendente o libero professionista, manager o impiegato, neoassunto o "anziano"), anche il mondo della formazione si è evoluto per offrire prodotti adatti ad un'utenza tanto eterogenea. Uno dei problemi principali della nuova utenza è la mancanza di tempo, perché è ovvio che se non è l'azienda a mandare i propri dipendenti ad un corso, questi ultimi debbono necessariamente attingere al proprio tempo libero. Tempo libero significa principalmente week end, e infatti le Business School specializzate in master Executive o in formazione continua si sono organizzati con i master in "formula week end". Più di recente, però, si è fatta strada l'idea che fosse possibile rendere più flessibile e "responsiva" la formazione per i lavoratori attraverso gli strumenti telematici ed informatici. E' così nata la teleformazione, ovvero la formazione a distanza realizzata attraverso strumenti mediatici di nuova generazione: il web, e in particolare piattaforme di e-learning che funzionano grazie a collegamenti webcam, chat, forum, social newtork, cloud storage.

I corsi online disponibili su queste piattaforme sono ormai numerosi: si va dai classici corsi di lingua a prodotti più raffinati ed evoluti come i corsi in ambito Human Resources, corsi finanziari, corsi dal taglio molto specifico oppure dal taglio generalista e a scopo introduttivo etc.

Quali sono i vantaggi di un corso in modalità e-learning? Per capirlo, facciamo un esempio. Prendiamo il caso di un manager di una piccola azienda, sempre impegnato e raramente fermo in un posto solo. Immaginiamo che questo manager voglia affinare le proprio competenze frequentando un Corso Project Management con il quale far fare un salto di qualità alla propria carriera e all'azienda di cui è responsabile. Immaginiamo anche, però, che questo manager non abbia assolutamente il tempo per recarsi fisicamente in una scuola e frequentare un corso. Per converso, passa moltissimo tempo in treno, in taxi o in aereo, dunque ha dei "tempi morti" che potrebbe impiegare guardando delle lezioni e studiando in autonomia. Ecco allora che il corso elearning di Project Management può rappresentare la soluzione più adatta a questo manager.

Ma in cosa consiste un corso in e-learning? Un corso in modalità e-learning (in Project Management o in qualsiasi altra disciplina) ha:

  • video-lezioni in modalità offline, scaricabili da una piattaforma e fruibili in qualsiasi momento, con la possibilità di interrompere e di riprendere da quel punto;
  • webinar, ovvero lezioni "live" in collegamento con i docenti e con un'aula;
  • test online sia di autovalutazione che di valutazione da parte di un docente esterno;
  • materiale didattico interattivo, dispense, testi in pdf e scaricabili sul proprio tablet, pc o smartphone, audiolezioni in formato MP3, link di approfondimento.

Un corso in e-learning, insomma, funziona grazie al collegamento internet ma non è strettamente vincolato ad esso, perché deve dare agli allievi la possibilità di frequentarlo anche quando sono offline (ad esempio su un aereo). Al contempo, la rete è un elemento imprescindibile per l'e-learning, sia perché è il punto di riferimento per scaricare il materiale didattico, sia perché è il punto di contatto con la scuola ed i docenti del corso.

 


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Il piccolo dizionario del burraco

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Ne avete tanto sentito parlare, tutte le coppie di amici ci giocano e sembra che la domenica pomeriggio ormai non si faccia altro: giocare a burraco. Eppure voi non avete ancora imparato e fino all'anno scorso pensavate che il burraco fosse un tipo di mozzarella particolarmente grassa.

Ora che sapete che il burraco non è un latticino gustoso, né un ballo estivo, avete deciso che forse è il caso di imparare, quantomeno per non passare le domeniche pomeriggio soli ed incompresi. Se avete deciso di cominciare a giocare a burraco, vi proponiamo un piccolo dizionario per principianti, grazie al quale potrete dimostrare almeno di conoscere ciò di cui si parla, preparandovi mentalmente ad imparare le vere regole del burraco.

 

Il mazzo di carte del burraco

Partiamo dalle basi: a burraco si gioca con il doppio mazzo di carte francesi (quelle coni quattro semi di picche, cuori, fiori e quadri), jolly compresi. Le carte sono in totale 108, 54 per ogni mazzo.

 

Distribuzione delle carte

Il mazziere forma a terra i due pozzetti da undici carte e distribuisce a ciascun giocatore undici carte. Le carte restanti vengono poste a terra a faccia in giù (“tallone”), mentre la prima carta viene prelevata e posta al centro del tavolo scoperta, formando il primo “monte scarti” che i giocatori possono anche prelevare al loro turno.

 

Pozzetto

Il pozzetto è un mazzo di carte da undici che viene posto a terra coperto e che può essere raccolto solo quando i giocatori terminano le carte in mano. Nel gioco a due, ogni giocatore ha il proprio pozzetto. Nel gioco a squadre, ogni squadra ha un pozzetto che può essere preso indifferentemente dal un giocatore o dall'altro.

 

Tallone

Il tallone è il mazzo di carte che avanza dalla distribuzione delle carte e che viene posto coperto sul tavolo.

 

Sequenza

Nel burraco viene detta sequenza un insieme di almeno 3 carte dello stesso seme (o almeno 2 carte più una matta) poste in ordine crescente.

 

Combinazione

La combinazione è un insieme di almeno tre carte dello stesso valore e di almeno due semi diversi, oppure di due carte dello stesso valore (anche stesso seme) più una matta.

 

Burraco

Oltre ad essere il nome del gioco, il burraco è anche un sequenza o combinazione di almeno 7 carte a terra. Senza mettere a terra almeno un burraco, nessun giocatore può chiudere la smazzata. I burrachi sono di tre tipi e danno luogo all'assegnazione di tre punteggi diversi: burraco pulito: è composto da una sequenza o combinazione senza matte; burraco semi-pulito: composto da una sequenza con jolly ma con almeno sette carte consecutive o da una combinazione di almeno otto carte (matta compresa); burraco sporco: contiene matte ma non è un burraco semipulito.

 

Le matte: jolly e pinelle

Nel burraco il jolly è ammesso, ma c'è un'altra buona notizia per chi confida esclusivamente nella fortuna: anche il 2 vale come jolly, ed il suo nome è “pinella”. Riassumendo, nel mazzo (che nel burraco – ricordiamo – è un doppio mazzo) ci sono 12 matte: 4 jolly e 8 carte di valore “2”. Ora che conoscete i rudimenti del burraco, potete iniziare a giocare, imparando le regole per passare successivamente allo studio della vera e propria strategia del burraco.


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